Marchio CE

Direttiva Europea 2007/23/CE

L'ingresso nel nostro paese delle nuove norme riguardanti il marchio CE, per i prodotti pirotecnici e' stato un importante passo verso una armonizzazione della disciplina del settore alle esigenze Comunitarie. Con il decreto 58/2010 l'Italia ha necessariamente formalizzato la tendenza al riordino delle regole del mercato dei fuochi artificiali.

 

Entrando maggiormente nel merito della questione, occorre analizzare quali siano stati gli "stravolgimenti" che hanno creato agli operatori del settore, non poche perplessità e difficoltà applicative.

 

La novità più evidente riguarda la classificazione degli esplodenti nelle categorie 1, 2, 3, 4, T1 e T2, P1 e P2. Ad una prima superficiale lettura non sembrerebbe cambiato nulla se non per le cat. T1, T2, P1 e P2 ! Ma tale affermazione e tutt'altro che vera; infatti, le nuove categorie non hanno nulla a che vedere con la vecchia classificazione inserita nel Tulps del 1931 (cos'è il Tulps?).

 

La categoria 1 rappresenta l'insieme di tutti quei prodotti di limitata pericolosità; difatti, l'utilizzo e l'acquisto sono oncessi ai soggetti con età superiore 14 anni.

Nella categoria 2 rientrano tutti quei prodotti con una circoscritta rischiosità destinati  ad acquirenti che abbiano compiuto il 18° anno di età, quindi senza particolari preparazioni specialistiche.

Rientranti nelle categorie 3 e 4 l'insieme degli articoli indirizzati a soggetti che abbiano delle conoscenze specialistiche nell'utilizzo dei fuochi pirotecnici, e che pertanto siano in possesso del porto d'armi per la cat. 3, e di più specifica abilitazione professionale per la cat. 4.

Le cat. T1 e T2 riguardano l'insieme dei prodotti per uso teatrale:

        1)  categoria T1: articoli pirotecnici per uso scenico, che presentano un rischio potenziale ridotto;

        2)  categoria T2: articoli pirotecnici professionali per uso scenico che sono destinati esclusivamente all'uso da parte di persone con conoscenze specialistiche;

Le cat. P1 e P2 raccolgono altri articoli pirotecnici:

        1)  categoria P1: articoli pirotecnici diversi dai fuochi d'artificio e dagli articoli pirotecnici teatrali che presentano un rischio potenziale ridotto;

        2)  categoria P2: articoli pirotecnici professionali diversi dai fuochi d'artificio e dagli articoli pirotecnici teatrali  che sono destinati alla manipolazione o all'uso esclusivamente da parte di persone con conoscenze specialistiche.

 

 

Occorre fare una opportuna un'analisi di come l'Italia abbia recepito tale classificazione e sopratutto di come abbia risolto il difficile periodo di transizione. Periodo che si ricorda va dall'aprile 2010 (decreto n. 58) al 2017, termine ultimo per lo smaltimento dei prodotti non CE.

La scelta italiana è stata quella di non abbandonare repentinamente la nota classificazione Tulps, ma di comparare le categorie IV e V - C, D, E con le categorie stabilite dall'Unione Europea. Tale scelta senz'altro da condividere in un primo momento dovrà successivamente lasciar completo spazio alle direttive Europee, in quanto la doppia classificazione ha creato non pochi disagi, gettando  l'intero mercato in una profonda confusione.

 

Ma andiamo ad analizzare i vantaggi che sta apportanndo la direttiva comunitaria. Innanzitutto i prodotti marchiati CE, sollevano i licenziatari dei negozi di minuta vendita dalla registrazione delle cessioni di prodotti di categoria 1 e 2, essi così possono distribuire liberamente gli artifizi, limitatamente alle predette categorie, senza alcun obbligo di natura "burocratica".

 

In secondo luogo, i prodotti pirotecnici che presentano la marchiatura CE garantiscono, senza alcun dubbio, una maggiore sicurezza rispetto al passato. Sotto questo punto di vista, se da un lato i produttori hanno dovuto intensificare i controlli sui prodotti sostenendo corposi incrementi di spesa, dall'altro si è garantito al consumatore finale un prodotto più controllato,  in linea con i parametri europei. Grazie a queste capillari verifiche, che vanno dall'assemblaggio, allo stoccaggio o fino alla distribuzione, è possibile analizzare ogni fase di vita dell'artificio.

 

Per tanto il "Marchio Ce" rappresenta indubbiamente un'evoluzione del settore pirotecnico che non va vista solo come un'ulteriore gravame per chi opera nel settore, ma come una concreta possibilità di semplificare e rinnovare una disciplina talvolta ambigua e superata.

Studio Legale Guarnieri & Maravalle

Lo Studio Guarnieri & Maravalle, alla luce delle esperienze acquisite e della profonda conoscenza tecnica dei prodotti, è in grado di offrire un servizio di assistenza legale per gli operatori del settore pirotecnico. Questa particolare materia vive un momento di profonde trasformazioni, legate principalmente alle recenti norme europee (Direttiva 2007/23/CE) nate al fine di uniformare il settore dei fuochi artificiali all’interno dei confini Europei. Sotto questa spinta uniformatrice l’Italia ha tentato, con norme non sempre chiare e puntuali, di adeguare la disciplina presente alle indicazioni  provenienti dal legislatore europeo. Le numerose Circolari e i ripetuti Decreti Ministeriali si sono susseguiti con continue correzioni, adeguamenti e puntualizzazioni che hanno gettato più volte nello sconforto coloro che operano professionalmente in questo difficile mercato. Lo Studio Guarnieri e Maravalle offre un valido e puntuale ausilio per districarsi all’interno di questo campo, evitando errori che potrebbero compromettere il lavoro di chi vi opera.

Invio del modulo in corso...

Il server ha riscontrato un errore.

Modulo ricevuto.